martedì 9 maggio 2017

Un caso per il maresciallo Santovito

SAMBUCA PISTOIESE. Hanno forzato prima la serratura del cancello della recinzione, poi, salite le scale, quella della porta della cabina di trasformazione dell’Enel. E una volta all’interno, hanno versato della benzina sui cavi elettrici che alimentano i ripetitori di segnale collocati in cima all’alta torre che si staglia sulla vetta del Monte La Croce, sull’Acquerino, nel comune di Sambuca pistoiese. Appicando poi il fuoco e isolando per ore su gran parte della Montagna pistoiese i cellulari serviti da tutte le compagnie di telefonia mobile e anche le radio dei carabinieri. L’attentato incendiario è avvenuto poco prima delle 4,30 di lunedì mattina, 24 aprile, in base alle registrazioni dell’orario in cui all’Enel è scattato l’allarme relativo al guasto. Rilevanti i danni causati ai cavi di alimentazione e ai trasformatori che convertono la corrente ad alta tensione che arriva alla cabina. Sul posto sono intervenuti prima i tecnici dell’azienda eletrica e poi, una volta scoperto il motivo per cui si era verificato il black-out, i carabinieri della Stazione di Sambuca (seguiti poi dai colleghi di Firenze, competenti per quanto riguarda la manutenzione del ponte radio dell’Arma) e i tecnici della Telecom, proprietaria della torre (alta circa 90 metri) su cui sono collocati i ripetitori telefonici.

giovedì 27 aprile 2017

Addio a Guazzaloca

Aldo Cazzullo sul Corriere: "Nessuno come lui incarnava quel misto di bonomìa, scetticismo, umanità che fa l’homo bononiensis; e nessuno dopo di lui ci riuscirà. Non era di destra. Detestava i fascisti da quando, bambino di 14 mesi, ne vide uno versare a terra per sfregio l’olio razionato, che la madre aveva preso dopo una lunga coda. Ma detestava anche la sinistra. Non ne sopportava l’alterigia intellettuale, né il sistema emiliano di potere. La sua idiosincrasia si allargava ai cantautori bolognesi: «Avete creato mostri, per colpa di voi giornalisti Guccini si crede Prévert, Dalla pensa di essere Mozart!»; e il bello è che loro lo adoravano, Guccini aveva giocato a carte con lui, Dalla lo sostenne nella battaglia persa con Cofferati. Sopportava Prodi, anche se lo definiva «grande esperto di piastrelle», per uno studio giovanile sul distretto della ceramica di Sassuolo."